Sportmax AW19: caos bellissimo nel vetro milanese

Peccato che siamo tutti compressi in una serra. Vetro italiano a cinquanta gradi percepiti. Quindici centimetri di rialzo per l'intero corpo fotografico europeo. Fotografi con la faccia di chi ha saltato il pranzo ed è stato lasciato fuori troppo a lungo. Cazzo. Madonna.

Poi la sfilata comincia e iniziano a urlare contro le modelle. Non incoraggiamenti. Insulti italiani ruvidi, come padri furiosi a una fermata del tram. Elitismo guadagnato sul campo. Milano che fa Milano.

La collezione? Bellissima. Sportmax è il laboratorio sperimentale di Max Mara dal 1969. Qui testano tutto ciò che sarebbe troppo radicale per la linea principale. "Classicismo proiettato nel futuro" consegnato dentro uno splendore architettonico tutto italiano.

Realtà Milano

Fotografare Milano significa stare gomito a gomito con sessanta italiani su un rialzo di due piedi. Tutti urlano. L'uno contro l'altro, contro le modelle, con commenti che farebbero arrossire persino un cantiere. Uno urla sulle proporzioni come se l'orlo di un vestito gli avesse fatto un torto personale.

Le modelle? Professioniste di pietra. Hanno sentito di peggio. Continuano a camminare come se questi matti non esistessero. Il che fa solo urlare i fotografi ancora più forte.

Eppure i vestiti funzionano magnificamente in mezzo a tutto questo. I "joinable pieces", pensati per essere indossati in più modi, fanno sì che ogni look ti regali angoli diversi. Blazer strutturati che spostano le proporzioni. Sartoria che si muove come abbigliamento tecnico ma in foto legge come potere puro.

Le mosse di business

Occhialeria: Sportmax firma con il gruppo Marcolin, gli stessi che lavorano con Tom Ford, Moncler e Zegna. Accordo quinquennale fino al 2023. Forme geometriche forti, materiali a contrasto, linee asimmetriche. Le montature arrivano in boutique nell'aprile 2019.

Sneaker: strati sovrapposti, suede, pelle effetto gomma, cerchi concentrici tridimensionali sulle suole. Standard costruttivi italiani applicati alla scarpa atletica. Non semplici scarpe da palestra con prezzo di lusso, ma vero design che pensa a come una donna attraversa la giornata: allenamento, ufficio, cena, senza compromessi.

Il laboratorio Max Mara

Sportmax lavora sotto l'impero da 1,5 miliardi di euro di Max Mara. Produzione italiana. Distribuzione globale che i marchi indipendenti non possono nemmeno sfiorare. È per questo che può sperimentare. Max Mara custodisce i codici classici, Sportmax spinge più avanti. Ian Griffiths ha capito che il futuro passa anche da questo laboratorio.

Pezzi modulari per donne i cui orari non consentono cambi d'abito tra riunioni, palestra e cena. I vestiti mutano per stare dietro alle esigenze reali. Niente imitazione del guardaroba maschile. Niente sacrificio della sofisticazione in nome della funzione. Esperienza sartoriale italiana applicata a come le donne vivono davvero.

Il prezzo da pagare

All'ultimo look, metà dei fotografi sembra sul punto di svenire. L'altra metà continua ancora a urlare critiche.

Ma le immagini? Bellissime.

Questa è Milano. Sopporti il caos. Ne esci con lavoro che ti ricorda perché ami questo mestiere. Gli italiani aggressivi che urlano insulti hanno insegnato questo gioco alle loro figlie.

Sportmax consegna una collezione che funziona nella vita vera e in foto sembra arte. Sartoria futurista che si muove. Accessori che alzano tutto. Costruzione che resta.

Esco nell'aria serale di Milano. Il calore della serra mi esce ancora dalla pelle. La sfilata più bella della stagione.


Tutte le immagini © Michael d Subrizi / Sguardissimi